Quattro stelle ho visto passare
quattro stelline sul bordo del mare:
una per me, una per te,
una la chiede la figlia del re.
La quarta la vuole il reuccio cattivo:
grida, comanda, la vuole per sé!
Ma la stellina resta a guardare
poi sorridendo si spegne nel mare.
Si può desiderare una cosa così tanto da farla diventare vera? si può, affidandosi ad una stella, e al suo potere e alla sua magia, cancellare come con un colpo di spugna le cattiverie subite e le ingiustizie cui si viene esposti? Si può sperare e sognare che una stella, piccola, luminosa, algida e lontana, che solca il cielo vivido e ammantato di piccole luci, pervaso da un freddo pungente che leva il respiro, rendendo tutto irreale e distaccato, che una stella, dicevo, spazzi via il male? Non quel concetto di male che i più pensano affine a una entità superiore e demoniaca, in cui personalmente, per fede religiosa personale, non credo..non quel male superiore, no, certo..ma quel male che trafigge, che nasce dal cuore degli uomini, e che porta a dire cattiverie, spargere e stillare veleno su chi ci circonda, ferendolo, anche intenzionalmente a volte... quel male che leva serenità, in quel senso opprimente di dominio e di controllo, che sfianca e logora, e leva entusiasmo anche alle cose che ami, e ti fa sentire stanco, inerme e sconfitto.
Vorrei tanto che fosse così..che bastasse puntare gli occhi e il naso al cielo, fissare le stelle, e recitare una litania, un incanto, una filastrocca..per appianare tutto, per sanare le ferite, lenire i dolori, riparare ai torti, porre fine a un incubo che diviene realtà..e cancellare tutto il male subito, che non so più contenere..sono sfinita, letteralmente..sto iniziando a somatizzare..a star male, sul serio..psicologicamente e fisicamente..e non reggo più a questa pressione..voglio una stella, e chiudere gli occhi..la fine di tutto questo, che non so più controllare..il male è infinito, sottile, lacerante, continuo, costante..non so come fare, sinceramente..la mia parte predominante, che non ama la rissa, la lite, il combattimento all'ultimo sangue, tace, e resta in un angolo, vinta, remissiva, sconfitta, sfibrata..la parte di me che si ama e che chiamerò per convenzione orgoglio, vuole che ci sia vendetta, rivalsa, e una chiusura definitiva..non so se sono pronta, francamente, psicologicamente, a una chiusura totale..non lo so.
Non ho le idee chiare, ho un mare di dubbi che mi assillano e mi ronzano nella testa, e sono sfiduciata..quello che prima amavo follemente ora mi pesa a dismisura, e non mi dà alcuna felicità. Mi vien male solo al pensiero di incontrare certe persone, e doverci parlare, sapendo quel che han detto, e negano di aver asserito, chiaramente..cose pesanti come macigni, che fanno male al cuore e non solo. Non ho idea di come uscirne, sento mille diverse campane, e ancora non ho trovato quella che faccia star bene me. Son stanca, e so che i sogni son destinati, spesso, a svanire all'alba, quando la luce delle stelle non è più visibile a occhio nudo..mi basta pensare di poter chiedere a una di quelle luci di darmi pace, una serenità che anelo, e che credo di meritare..una stella per i miei desideri.